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 Marea Nera/1

Dovrebbe essere più efficace nel bloccare la fuoriuscita del petrolio. Sabato è stato staccato quello installato il 3 giugno e per ora il greggio ha ricominciato a uscire liberamente, al ritmo di 60mila barili al giorno. Continuano anche le trivellazioni dei pozzi di soccorso

marea nera

Nella foto: un’immagine di oggi dalla web cam della Bp del flusso di petrolio che esce liberamente dalla falla a 1500 metri di profondità.

VENICE (Louisana) -  Sabato scorso alle 12.30 locali (19.30 in Italia) Bp ha rimosso il tappo di contenimento che per più di un mese ha parzialmente chiuso la falla sul pozzo petrolifero che dal fondo marino continua a inquinare le acque del Golfo del Messico.  La decisione è stata necessaria perché l’azienda petrolifera intende installare un sistema di chiusura nuovo, più grande, più pesante ed efficiente che potrebbe consentire alla società di bloccare più petrolio o, eventualmente, interrompere il flusso del tutto. Nel frattempo il greggio ha ripreso a sgorgare a pieno volume: si calcola che fuoriescano fino a 60.000 barili giornalieri.

Il tappo di contenimento, noto anche come Lower Marine Riser Package Cap è in funzione dal 3 giugno e ha raccolto circa da15 a 16mila barili di greggio al giorno. “Ci sarà un breve periodo in cui avremo più flusso” ha detto Kent Wells vice presidente di Bp.

Ma l’azienda spera di essere in grado di raccogliere almeno la stessa quantità di petrolio a partire da oggi quando comincerà a funzionare Helix, un sifone posizionato su una nave collegata ad un elaborato sistema di tubi sottomarini di raccolta di petrolio. L’Helix Producer può raccogliere fino a 25.000 barili di olio al giorno, anche se ci vorranno circa tre giorni perchè la nave arrivi al pieno regime.

Nel frattempo, un’altra nave, il Q4000, continua a raccogliere e bruciare circa 8.000 barili di petrolio ogni giorno, oltre a bruciare il gas naturale.

BP ha poi in funzione altre navi nella zona per cercare di raccogliere altro greggio o per effettiuare l’iniezione disperdenti alla sommità del pozzo.

Ma secondo il vicepresidente di Bp Kent Wells “se tutto andrà liscio, perché le navi supplementari (per rimuovere la mareanera dalla superficie) siano sul posto e il tappo più solido con guarnizioni più aderenti sia installato ci vorranno dai quattro ai sette giorni”.

Il tappo in uso attualmente era stato applicato su un taglio frastagliato nel tubo del pozzo tubo e quindi non riuscva a bloccare tutta la fuoriuscita.

Il cappello nuovo, chiamato “Top Hat Number 10” è progettato per adattarsi più comodamente alla frattura e per aiutare quindi BP a bloccare tutto il petrolio. Il dispositivo è di circa 18 metri di altezza.

Il nuovo “tappo di chiusura” o “capping stack” che BP spera di installare, potrebbe infatti consentire alla società di bloccare tutto il greggio e di inviarlo a una rete di navi, o forse anche per spegnere del tutto la fuoriscuita smettendo di inviarlo alle navi stesse.

Anche se BP riuscirà a sigillare il pozzo entro questa settimana, procederà poi con il piano di iniettare cemento in modo permanente nel cappello. Proseguono infatti i lavori di perforazione dei pozzi di soccorso attraverso i quali il cemento dovrebbe essere stato iniettato: dovrebbero essere ultimati entro la fine di luglio al più presto, ma più probabilmente fino a metà agosto.

Su richiesta del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, il nuovo tappo che BP installerà questa settimana è dotato di sensori per misurare in modo accurato il flusso di petrolio in uscita dal pozzo . Le stime attuali indicano una fuoriuscita da 35.000 60.000 barili di petrolio al giorno.

Venerdì scorso BP ha raccolto circa 24.790 barili di petrolio: 16.540 raccolti e altri 8.250 bruciati. BP ha anche bruciato circa 57,3 milioni di metri cubi di gas naturale.

Da quando le operazioni di contenimento dell’inquinamento sono iniziate, la società ha raccolto circa 756 mila barili di petrolio.

fonte: http://www.aqva.com

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