Tra esse i pozzi di Prudhoe Bay, in Alaska, il più grande campo petrolifero del Nord America. La necessità di fare cassa per creare un fondo di 20 miliardi di dollari per le spese di contenimento del petrolio e di risarcimento dei danni. Finora la compagnia ha speso 3,5 miliardi di dollari

Nella foto: il campo petrolifero i Prudhoe Bay; trivellazioni e caribù
LONDRA Il gruppo petrolifero britannico Bp sta negoziando con la concorrente americana Apache Corporation la vendita di sue attività nel continente americano per un valore di 12 miliardi di dollari (9,5 miliardi di euro circa), fra cui i suoi pozzi a Prudhoe Bay, in Alaska, il più grande campo petrolifero del Nord America, con una produzione di 390.000 barili di greggio al giorno. Lo scrive oggi il Sunday Times, che mette la notizia in relazione con la necessità della Bp di crearsi un fondo di 20 miliardi di dollari (15,8 miliardi di euro) per fare fronte alle colossali spese di contenimento, ripulitura e risarcimenti della marea nera nel Golfo del Messico.
La Apache Corp. è valutata in borsa 29 miliardi di dollari e ha già concluso degli acquisto da Bp in passato. Secondo il domenicale britannico, Bp ha inoltre intenzione di vendere il 60% del capitale dell’argentina Pan American Energy che detiene, per un controvalore di circa 9 miliardi di dollari (7,1 miliardi di dollari), che – secondo il Sunday Times, fanno gola alla compagnia cinese Cnooc e all’argentina Bridas.
Intanto sono arrivate a 3,5 miliardi di dollari le spese della BP per arginare il disastro ambientale nel Golfo del Messico. Lo ha comunicato la compagnia britannica.
fonte: http://www.aqva.com


